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UN MOMENTO CHIAVE DEL TEATRO ITALIANO DEL SECONDO DOPOGUERRA: I "PROCESSI MORALI"

Carolina Massi Albanese

Resumo


Un momento "chiave" dei teatro italiano del dopoguerra, èil teatro dei "processi morali". Il processo non è ufficiale, ma ufficioso e può essere condotto o da uno dei personaggi o da un personaggio-simbolo la cui funzione è personificare la voce della coscienza,". A differenza del "Lui" dialettico e critico del "teatro grotteco", il "Lui" del teatro dei "processi morali" è investigatore e moralizzante. Difatti, dopo aver suscitato i sospetti, scompare e lascia libero campo ai personaggi sospettati per aggredirsi. Tutta,-via il "Lui" incontrato nei drammi iniziali svanisce in quelli successavi: il processo morale lo fanno i personaggi che accusano e si autoaccusano.Il dramma quasi sempre allude alla guerra: disfatta, fame, prostituzione, la "borsa nera", il reduce dalla guerra.
Si tratta di un teatro dialettico e lirico nel quale si mette inevidenza non più il personaggio che non si riconosce (come nel teatro del "grottesco" e di Pirandello), ma il personaggio che non si accetta.

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DOI: http://dx.doi.org/10.5380/rel.v29i0.19405